Un controllo in bocca per salvarsi dal cancro

Una rete sanitaria nazionale per prevenire e curare le malattie della bocca ottimizzando le strutture del Servizio sanitario nazioanle. Sono pronti a rimboccarsi le maniche i primari ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia, Chirurgia MaxilloFacciale con altri operatori della sanità pubblica. Al ministro Lorenzin, in un recente convegno, hanno chiesto di pianificare una task force e di emanare linee guida d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. «La gente non va dal dentista perché non ha soldi e non scopre tante patologie che possono invece essere curate in tempo. Come i tumori che prima il dentista individuava già in fase iniziale e che ora, spesso. scopre quando è troppo tardi», spiega Francesco Riva, direttore Chirurgia Odontostomatologica, della Usl Roma A e tra gli organizzatori del convegno. Il cancro della bocca è più diffuso di quanto si pensi. Ogni anno circa 6mila nuovi casi con un tasso di mortalità di oltre il 70% a 5 anni dalla diagnosi. Prevenzione e diagnosi precoce possono fare la differenza: quando il cancro è scoperto e curato nella fase iniziale si ha una guarigione completa. Tra le cause scatenanti, oltre a quelle genetiche e sistemiche, agenti virali, alimentazione inadeguata, traumatismo cronico (come in caso di protesi dentarie mal realizzate), scarsa igiene del cavo orale e, anche fra i giovani, Papilloma Virus (HPV) trasmissibile attraverso il sesso orale non protetto. Il rischio aumenta da 6 a 28 volte nei fumatori, ancora più unendo il consumo di alcolici. Per una maggiore conoscenza in termini di prevenzione e diagnosi precoce la Fondazione Andi organizza anche quest'anno - sabato 17 maggio - l'Oral Cancer Day con i suoi dentisti nelle principali piazze del paese. Dal 17 maggio al 19 giugno iniziative e visite di controllo gratis in più di 8mila studi dentistici (Info: 800911202). «Bisogna garantire a tutti almeno le visite con il ticket in una struttura pubblica. Non chiediamo finanziamenti che sappiamo impossibili, né assunzioni o allargamento dei Lea (livelli essenziali di assistenza) ma vogliamo rendere più efficiente il sistema nazionale con una strategia di rete locale e nazionale tra presìdi, ospedali e operatori privati, utilizzando le strutture esistenti: ci sono ambulatori periferici che hanno una produttività del 30% rispetto a un ospedale e questo non è possibile», afferma Riva. Come prima iniziativa, il dal 13 al 15 novembre visite gratis di bocca e denti in ospedali e strutture odontoiatriche pubbliche di tutt'Italia. Per pazienti con patologie a rischio l'assistenza qualificata va garantita sempre e ovunque. «Uguale trattamento e 100% di cure per i malati emofilici colmando le differenze tra le Regioni», sollecita Romano Arcieri, segretario generale Federazione Associazioni Emofilici. «Vale per le estrazioni di un dente, a maggior ragione per gli impianti che hanno bisogno di una adeguata copertura emostatica». Stesso discorso per cardiopatici e altri pazienti vulnerabili. È già attiva qualche rete locale integrata. A Udine (per un'area di 500 mila abitanti) «i pazienti con vulnerabilità sanitaria, filtrati dagli ambulatori territoriali, sono inviati in uno dei tre presidi del territorio e trattati da una équipe medica mista, dirigenti medici di chirurgia maxillo facciale e dirigenti odontoiatri, nei casi complessi sono ricoverati all'ospedale di Udine», spiega Antonio M. Miotti, direttore Chirurgia maxillo-facciale all'ospedale universitario di Udine. «A Trento c'è il libretto sanitario odontoiatrico, sistema informatizzato di screening, un programma di prevenzione nelle scuole (seconda elementare) della provincia », conclude Fulvio Campolongo, Direttore Chirurgia maxillo-facciale a Trento.

Annamaria Messa

 

Da: LA REPUBBLICA – 13 maggio 2014